In evidenza.

Finalmente é pronto il nostro libro.

Prendendo le mosse dalle diverse tipologie di reato viene analizzata la diversità tra processo tributario e procedimento penale, con uno sguardo alle possibili interazioni – valorizzabili in sede difensiva – quanto a estensione del giudicato della sentenza penale. Un ventaglio di casi pratici permette di affinare la tecnica professionale nell’ambito delle strategie processuali. Il Fascicolo è aggiornato alle novità in tema di reati tributari ex DL 124/2019 conv. in L. 147/2019.

La nostra sede

Gli spazi nei quali oggi lavoriamo utilizzando le più sofisticate tecnologie, sono stati per secoli luogo di studio e meditazione.

Sull’antica via Ungaresca

La via oggi dedicata ad Alessandro Manzoni, fu l’antica via Ungaresca, che nel medioevo era uno dei borghi extramurari della città, sviluppatosi fuori da una porta detta di San Bartolomeo per la presenza di un’omonima chiesetta, oggi sconsacrata. Anticamente, quindi, pellegrini e mercanti che arrivavano da nord (inclusi gli Ungari i tedeschi, dai quali il toponimo), entravano in Treviso proprio per questa via.
Dopo la guerra di Cambrai furono demolite le mura medioevali e fu realizzata l’attuale cinta cinquecentesca della Città, che inglobò nel centro storico il borgo. Attraverso la vicina Porta di San Tommaso, la via Ungaresca divenne così un’importante arteria di traffico commerciale che collegava la pedemontana trevigiana sia al porto di Treviso sul Sile, sia alla strada Terraglio che congiunge, ora come allora, la Città con Venezia.
Ancora oggi, con il nome di via Manzoni, questa è un importante asse di attraversamento da nord a est del centro storico.
Dopo la ricollocazione “tra le mura”, nel XVI secolo le costruzioni quattrocentesche del borgo (per lo più botteghe e umili abitazioni) furono rimaneggiate, conferendo loro il tono degno di una strada cittadina di primaria importanza. Sorse qui, tra l’altro, la seicentesca “osteria della Rosa” cui faceva capo la colonia tedesca, in genere mercanti, che avevano una “scuola ” con statuti propri, come ricorda lo storico trevigiano Giovanni Netto (“Guida di Treviso”, 1988).

Il Seminario Vescovile

Dopo alcuni diverse destinazioni d’uso, nel 1713 il complesso di edifici fu rimodulato per divenire sede del Seminario Vescovile di Treviso, ristrutturando gli edifici esistenti e sfruttando ampi spazi liberi sul retro per i necessari ampliamenti. Furono annesse alcune case e il portico passante continuo lungo la via, mentre gli orti e i frutteti sul retro vennero inglobati nel nuovo edificio.

Le Madri Canossiane

Dopo il trasferimento della sede del Seminario, lo stabile divenne sede dell’Istituto delle suore Canossiane, uno dei tanti fondati dalla Marchesa Maddalena di Canossa.
Una lapide posta sopra ad un varco nell’ingresso principale dell’attuale studio ricorda ancora che l’edificio fu permanentemente assegnato alle Figlie della Carità Canossiane dal 1843, dove l’istituto di formazione femminile ebbe sede fino agli anni Sessanta del Novecento.

Il restauro

Dopo aver accolto alcune attività, l’edificio rimase chiuso per una decina d’anni, fatte salve alcune sporadiche riaperture.
Dal 2019, grazie al sapiente progetto di rigenerazione realizzato dall’arch. Giuseppe Cangialosi dello studio mzc+, gli ampi e austeri spazi del pianterreno hanno ricominciato a vivere.
Dal portone architravato gotico sotto al portico in cui spicca un’ampia decorazione a finta tappezzeria del XV secolo, l’ampio ingresso allo studio è un susseguirsi di dettagli architettonici antichi inseriti in una logica di organica fruizione degli spazi.
Lungo quel che fu l’antico chiostro del Seminario, si aprono ora i nostri uffici vetrati e luminosi in cui alte colonne, stucchi decorativi e antichi affreschi dialogano con le prospettive e i complementi contemporanei.
La chiesetta interna, realizzata dalle Madri Canossiane, è stata trasformata in un’ampia e funzionale sala riunioni, in cui i moderni arredi sottolineano la semplicità e la serenità del luogo, punteggiato di elementi di design e affacciato sul giardino ricco di piante e di vialetti pavimentati, racchiuso da un alto muro di cinta con cancellate che si aprono sulla Treviso medievale.

Un’atmosfera carica di suggestioni e di quiete, dove vi aspettiamo per affrontare insieme le turbolenze della vita professionale e privata.